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Movement Pills: una formula semplice per combattere la sedentarietà

Nell'ambito del Consiglio nazionale Uisp, Marta Giammaria e Irma Preka, hanno presentato il bilancio del progetto Uisp concluso a febbraio

 

Sabato 14 marzo, nell’ambito del Consiglio nazionale Uisp, Marta Giammaria, responsabile Ufficio progetti Uisp, e Irma Preka, coordinatrice del progetto, hanno presentato un bilancio del progetto Movement Pills, partito nel 2023 e cofinanziato dalla Commissione Europea attraverso il programma Erasmus+ Sport, con l’obiettivo concreto di trovare strumenti semplici e replicabili per contrastare la sedentarietà e avvicinare più persone alla pratica di attività fisica. Il progetto si è chiuso ufficialmente il 20 febbraio, con un evento finale che si è tenuto a Bologna alla presenza di tutti i partner europei: il Consiglio nazionale è stato l‘occasione per condividere con la platea degli oltre 100 rappresentanti delle Uisp di tutta Italia un percorso efficace e di successo, replicabile in diversi territori.

“Movement Pills è la naturale evoluzione europea di Pillole di Movimento – ha detto Marta Giammaria - una esperienza nata oltre 15 anni a Bologna, grazie all’intuizione del Comitato Uisp locale e di Paola Paltretti, un progetto che metteva insieme sport, salute e comunità per incoraggiare le persone sedentarie a fare attività fisica. Quell’esperienza territoriale ha dimostrato che è possibile avvicinare nuove persone al movimento anche fuori dai luoghi sportivi tradizionali, coinvolgendo attori diversi della comunità. Movement Pills nasce proprio da lì: dalla volontà di portare quell’intuizione a livello europeo, adattandola a contesti e Paesi diversi. In questo senso, il progetto si inserisce pienamente nel quadro delle politiche europee per la promozione dell’attività fisica, contribuendo agli obiettivi dell’EU Work Plan for Sport, delle politiche HEPA – Health Enhancing Physical Activity, e delle iniziative della Commissione Europea come HealthyLifestyle4All e la campagna #BeActive, che mirano a incoraggiare cittadini di tutte le età a essere più attivi. Movement Pills traduce concretamente questi indirizzi in azioni locali, creando reti tra il settore sportivo, il sistema sanitario e le comunità, e offrendo opportunità semplici e accessibili di attività fisica nei territori”.

L’idea di base del progetto resta molto semplice: molte persone non fanno attività fisica perché non sanno da dove iniziare, non si sentono a proprio agio negli ambienti sportivi tradizionali oppure pensano che lo sport non sia per loro. Per questo, Movement Pills ha sviluppato uno strumento concreto e accessibile: le “pillole di movimento".

“Attraverso una rete territoriale che coinvolge farmacie, associazioni sportive e comunità locali, le persone possono ricevere un invito a sperimentare gratuitamente attività di movimento vicino a casa, in modo semplice e accessibile. Le Movement Pills hanno anche un forte valore sociale e inclusivo, perché rappresentano un’occasione per favorire la socializzazione, creare relazioni e rafforzare il senso di comunità, soprattutto per quelle persone che rischiano di rimanere ai margini della pratica sportiva”.

La sperimentazione realizzata all’interno del progetto ha inoltre dimostrato l’adattabilità e la replicabilità di questo modello, che è stato implementato con successo in contesti nazionali molto diversi tra loro. A novembre 2023, all’inizio del progetto, la Commissione Europea ha comunicato che Movement Pills sarebbe stato presentato come esempio originale per incoraggiare uno stile di vita sano e sportivo in occasione di un incontro con un alto rappresentante della Commissione.

“L’interesse delle istituzioni europee verso il progetto si è ulteriormente rafforzato lo scorso mese – ha concluso Giammaria - durante la final conference che si è svolta a Bologna, alla quale ha partecipato la project officer della Commissione Europea, Chiara Funari. È un segnale molto importante, perché dimostra che un’intuizione nata in un territorio può diventare un modello europeo”.

L’iniziativa, infatti, è stata sperimentata in cinque paesi europei, Italia, Polonia, Grecia, Estonia e Bulgaria, attraverso una rete di otto organizzazioni partner e 21 città coinvolte. Le cosiddette “pillole di movimento” sono state consegnate tramite farmacie, medici di base e strutture sanitarie e al loro interno ci sono informazioni sulle attività fisiche gratuite disponibili nel territorio, insieme a contatti delle associazioni sportive e a un QR code che rimanda a video tutorial online.

“Complessivamente sono state distribuite 160.989 scatole su 240.000 disponibili (circa il 67%) – ha spiegato Irma Preka - L’Italia ha registrato il volume più alto di distribuzione, con oltre 82.000 scatole in 12 città e una rete molto ampia di farmacie, medici e partner locali. La Grecia ha ottenuto invece il tasso percentuale più alto di distribuzione (circa il 98%), mentre l’Estonia ha incontrato maggiori difficoltà logistiche e organizzative. In totale il progetto ha coinvolto 588 partner di distribuzione, principalmente farmacie”.

Dal punto di vista della partecipazione, 4.941 persone hanno effettivamente preso parte alle attività fisiche proposte, con un’età media di circa 51 anni. L’Italia ha registrato la maggior parte dei partecipanti (4.243), con una forte presenza di donne sopra i 50 anni. Complessivamente, il 72,4% dei partecipanti erano donne, evidenziando una sfida futura nel coinvolgere maggiormente il pubblico maschile. Il progetto ha offerto 76 diverse attività sportive, tra palestra, sport all’aperto e attività acquatiche, organizzate grazie al contributo di 156 associazioni sportive locali.

“I risultati mostrano un impatto positivo sul comportamento e sul benessere dei partecipanti – ha proseguito la coordinatrice del progetto - Il 95,8% delle persone che hanno completato il questionario finale ha dichiarato di aver percepito un miglioramento nella propria salute, nella condizione fisica o nel benessere generale dopo due mesi di partecipazione. Inoltre, circa il 69,6% ha espresso l’intenzione di continuare a praticare attività fisica anche dopo la fine del progetto. Più dell’82% dei partecipanti ha preso parte alle attività con una frequenza regolare, svolgendo almeno una sessione settimanale. Un elemento particolarmente rilevante riguarda la sostenibilità dell’intervento: al termine del periodo gratuito, il 20% dei partecipanti ha deciso di continuare le attività a pagamento. Questo dato dimostra che il progetto è riuscito a innescare un cambiamento reale nelle abitudini di una parte significativa dei partecipanti, pur evidenziando l’esistenza di barriere economiche e motivazionali per molti altri”.

Nel complesso, Movement Pills dimostra che un modello semplice, basato sulla collaborazione tra sistema sanitario e sport di base, può favorire l’attivazione fisica di persone normalmente difficili da coinvolgere. Il progetto ha contribuito a ridurre barriere informative, economiche e psicologiche alla pratica sportiva, offrendo opportunità concrete e accessibili di movimento. I risultati suggeriscono che questo modello è scalabile e replicabile anche in altri contesti europei.